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Sabato 10 Settembre 2011












Sono tornata! Dov'ero andata???



Bè, Piazza Unità d'Italia, San Giusto, il Castello di Miramare... Saba, Joyce....



Siamo state a Trieste. Lontano, lontanissimo per noi monferrine.



Andare in auto non se ne parla, sarebbe una faticaccia, una gran tensione guidare per più di 6 ore... Per cui è rimasto il treno.



All'andata autobus, 3 treni e taxi; al ritorno 3 treni e taxi. Una vera sfacchinata.



Però.... stanca ma felice!





Non ci eravamo mai andate, sicchè, essendo curiose...



E poi piace a entrambe lo stesso tipo di turismo.



Vedere le cose classiche, quelle che tutti vanno a vedere, ma vedere anche come vive la gente del luogo, che abitudini ha, che dialetto usa...









E poi la cucina.



Previa ricerca internet, avevamo un bell'elenco di cibi e bevande molto tipici, da provare senza ombra di dubbio. La cucina triestina non è solo friulana, na risente di influssi austriaci, ma anche slavi e greci.



E così abbiamo pensato: "Quale miglior modo di conoscere un luogo se non attraverso la sua cucina?? "



Al ristorante greco, mussakà, feta, dolci di semolino con cannella, noci e miele, dolci di yogurt buonissimi. E una birra rossa, artigianale, affumicata che era un sogno. E ci hanno offerto una sorta di amaro che hanno chiamato tintura, molto aromatizzato con cannella e chiodi di garofano.

E poi gnocchi di pane, spaghetti con cozze e vongole, cevapcici (polpette piccanti), gulash, minestra d' orzo con trevigiana e gorgonzola, prosciutto in crosta, patate in tecia (con cipolle).
E i dolci? A parte la torta sacher, la pinza (focaccia pasquale), gli strudel di mele, il presnits (con ripieno di frutta secca), la putizza, le favette.
Insomma siamo state bene.
La città è molto bella, con tanti palazzi molto decorati, segno di un passato ricco e fastoso.
Vie larghe ed ariose, ed il mare proprio lì, in fondo alla piazza... Il Castello di Miramare è un pò fuori città (bus), ma merita per il parco, gli arredi, ma soprattutto la posizione.
Eh sì, i regnanti sapevano dove farsi costruire le loro dimore...
Ci sono poi molti caffè storici, librerie antiche, ricordi di Umberto Saba e James Joyce....Si respira una bella aria.
E si bevono buoni vini: Terrano, Carso Malvasia, Carso Cabernet Sauvignon...
Ecco perchè la scorsa settimana, che stavo poco bene, avevo molta fretta di guarire....Per turismo.... Puro interesse culturale!!!





































































Questo è l'interno della Chiesa cristiano ortodossa di San Nicolò.



E' bellissima, ma molto buia. Mi avevano detto che non si poteva usare il flash.



Poi mi hanno permesso di scattare, ma "una sola", mi ha detto, e così ho fatto.



Non è venuta fuori tutta quella bellezza che riempiva gli occhi...Pazienza.






E lunedì si ricomincia il tran tran.



L'autunno, per lo meno sul calendario, sta avanzando, anche se le temperature sono ancora alte.



E' sabato, è il crepuscolo e mi prende un pò di scoramento...la solitudine...



Ho però finito di rileggere un bel libro, che mi dà sempre conforto: "L'ALBERGO DELLE DONNE TRISTI" di Marcela Serrano.



Lo consiglio.



Buona DOMENICA!!!!











































































































































































Venerdì 2 Settembre 2011



Nuovo mese.

Sono a casa "malata". Sto terminando una enterite che mi ha spossata come una vera influenza invernale. Seguo diligentemente le indicazioni del medico, curo molto l'alimentazione perchè voglio guarire entro domenica.

Lunedì dovrei partire con mia figlia per una breve vacanza. Due donne insieme per 5 giorni in una città che non conosciamo e di cui parlerò al ritorno.

Sono 7 ore e mezza di treno con 2 cambi, speriamo bene. Comunque il 12 rientrerò a lavorare e addio vacanze 2011!

A me però settembre piace perchè lo identifico con l'inizio, come per la scuola. Ricordo le matite nuove, il sussidiario che profumava di stampa, un rigido colletto bianco ed un grande fiocco blu di cui succhiavo le parti terminali, rovinandolo in breve tempo, e me lo dovevo tenere così, per tutte le elementari.

A settembre riordino cosmetici e cremine varie, per buttare quello che è quasi ormai finito.

A settembre sfoglio con avidità gli inserti "Moda e accessori autunno", che trovo allegati alle riviste, per non parlare della gioia di vedere le vetrine invase da maglioni pelosi e alti stivali di pelle!

A settembre inizio a sferruzzare una sciarpa di morbida lana.

Ho notato però che più passano gli anni e meno entusiasmo ho in questa ouverture autunnale.

Come se iniziare un ciclo di mesi e mesi di lavoro diventasse ogni anno più gravoso. Forse perchè si sono accunulati man mano gli anni, sia lavorativi sia sul mio groppone!

URGE CORRERE AI RIPARI !!!

Cercherò di fare ogni mese almeno 2 giorni di vacanza, visto che ho ancora una quindicina circa di giorni arretrati, così da alleggerire il tutto.

Il fatto è che passare da 22 anni di orario part-time a quello full-time non è uno scherzo. Il tempo cosiddetto libero è risucchiato dalla casa, dalle incombenze varie, per cui quello veramente LIBERO non é poi molto.

Va bè, non mi voglio lamentare. Quando avrò finito con tutto questo riso bianco, patata bollita e petto di pollo ai ferri, anche il mio umore migliorerà.

Buon fine settimana e baci baci.





















Sabato 27 Agosto 2011





Un sabato pomeriggio pigro, con la casa da riordinare, ma una vocina dentro che mi dice "calma!"

Visto la foto? Ho proprio colto l'attimo in cui la farfalla era sul fiore. Bello no?


E così penso sia la vita: cogliere l'attimo, perchè quello non tornerà più.

Ed è quello che sto cercando di fare quotidianamente.

Ormai, dopo esperienze vissute, vita vissuta, gioie, dolori, risate e pianti, ho capito che se si sta ad aspettare il grande momento, l'evento eccezionale...si sta in attesa tutta la vita!

Quindi mi sto mettendo d'impegno:crearmi ogni giorno un momento speciale, per lo meno che lo sia per me.

Già le ore trascorse al lavoro bisogne viverle come vogliono altri, almeno il tempo libero, la VITA, va trascorsa nel miglior modo possibile.

E soprattutto penso che quando si sta vivendo un bel momento, bisogna prenderne coscienza, avere consapevolezza.

Se sono seduta al fresco sotto a un grande albero, all'ombra, mi godo il fresco e mangio un godurioso gelato, ho il DOVERE di pensare che mi sto godendo un momento perfetto.

Il cielo è blu, lo vedo attraverso le foglie.

Spira un leggero vento che fa dondolare i rami più sottili.

C'è tranquillità e mi posso rilassare.

Il gelato è fresco e il sapore rende felice ogni papilla.

Devo fermare per un attimo l'immagine, per averne coscienza, per sapere che l'ho vissuta. Altrimenti, si va avanti come un cater-pillar, senza gustare nulla, come se la vita fosse un insieme di immagini che corrone velocissime, come diapositive impazzite, di cui non si recepiscono i colori nè i contrasti...

Pazzia? Demenza senile galoppante?

No, desiderio di vivere al meglio, secondo il mio punto di vista, ovvio.

Desiderio di volermi bene, di non sprecare attimi che volano via e se mai si ripèresenteranno, saranno diversi.

Baci e buona domenica.
















Sabato 20 Agosto 2011





Sabato d'agosto, caldo, caldissimo, silente.

Non passano auto, niente sottofondo di cicale.

Solo un uccellino canta solitario, nascosto sotto l'ombra dei rami più folti.

Soffro questo caldo che pare pastoso, che si appiccica addosso.

Fuori, se si cammina al sole, ci si sente come una foglia che si sta seccando e accartocciando e le gambe fondono in un tutt'uno con l'asfalto.

E' sabato e ho fatto un certo programma per la giornata. Fin'ora l'ho seguito, poi si vedrà.

Sveglia alle 7,45. Ho innaffiato i fiori, moooolto assetati ed estirpato le erbacce dai vasi.

La menta si è allargata a dismisura e voglio seccarne un pò, come pure il timo. Il prezzemolo lo congelerò, come l'erba cipollina.

Ho 2 vasi di tuberose.

Negli ultimi anni non mi avevano dato un fiore, per cui avevo pensato che a fine stagione avrei buttato i bulbi, tanto....E invece ora ho 5 bellissime spighe fiorite. Non è tanto il colore delle corolle, bianco burro, appena giallino, ma è il profumo. Lo ADORO!!!

Così le ho raccolte ed ora sono qui in un vaso sul tavolo e faccio esercizi di inspirazione.

Dopo il balcone, ho fatto un bel bagno e poi colazione, con una marmellata di uva spina (IKEA), niente male, latte, fette biscottate.

Poi qualche lavoretto in casa e mi sono preparata ed uscita.

Giretto per il mio paese, (1 via!!!). Poi pausa nel dehor del solito bar.

Pregustavo: ombra, fresco, caffè, un bicchiere d'acqua con le bollicine, 3 paste di meliga e il settimanale che avevo in borsa ancora nel cellopane.

Pregustavo quella mezz'ora di tranquilla beatitudine che mi volevo godere.

L'unico tavolino rimasto in ombra era vicino a quello occupato da 2 uomini che conosco. Stanno ore a chiacchierare. Non avevo calcolato il VOLUME della voce di uno dei 2.

E qui scatta veramente la maleducazione.

Ma perchè il prossimo deve sentire le cavolate che dici?! Perchè sei convinto che fare sapere al mondo circostante gli affaracci tuoi sia un vanto per te? Sigh!

Stamattina l'argomento erano le vacanze.

Il più logorroico riteneva meglio prenotare in un hotel che avere una seconda casa. In hotel niente cibi da preparare, tutto fatto, riposo totale.

E urlava con una voce stentorea che nell'hotel dove era stato, a colazione c'era pure il TOSTAPANE. Ti tostavi il pane da solo!!!! Accidenti, una trovata planetaria!

Volevo leggere la mia rivista, così ho infilato una mano sotto ai capelli e mi sono chiusa l'orecchio più esposto. Bello! Ho recuperato così un pò di tranquillità.

Fatto la spesa, pranzato.

Ora un pò di relax ma tra poco DEVO stirare.

Mi metterò un ventilatore puntato su caviglie e polpacci e suderò comunque in modo totale.

C'è di nuovo una certa malinconia che mi aleggia intorno. Come quando ero bambina e le estati erano lunghe, ed io sempre a casa e sognavo vacanze al mare. Quest'anno le vacanze mi sono state rovinate dal maltempo... Le camminate nell'acqua, con tra le dita dei piedi la sabbia impalpabile le devo rimandare al prossimo anno... Pazienza.

Ho visto che ci sarà, alle 16, un film d'ammmmmmore, così il ferro da stiro sarà un pò meno pesante.

E poi lettura, e poi nuovo bagno e poi cena.

Stasera qui al paese c'è LA FESTA! Magari andrò fin fuori, a vedere se c'è la luna e a riempirmi di malinconica nostalgia.

Vi saprò dire.










































































Lunedì 15 Agosto 2011




Menù di Ferragosto:

Tartine di burro a acciughe




Tartine con patè di olive

Spaghetti olio peperoncino parmigiano

Assortimento di formaggi comprati direttamente dal produttore di fiducia, langarolo

Anguria

Gelato con amarene

Chardonnay DOC comprato dal produttore

Caffè


Lo so, è ipercalorico, nutrizionalmente squilibrato.

Ma è Ferragosto, e sono qui a casa, sola con la tv... E lasciate che gratifichi la gola. Da domani tornerò saggia.

Qui fuori c'è un silenzio assordante! Sento solamente gli acufeni nelle mie orecchie, tutto il resto è SILENZIO.

Stamane in paese qualche negozio di alimentari era aperto, gente in giro pochina.

Mi sono seduta nel dehor del bar-pasticceria in piazza, e mi pareva di esssere in vacanza. Veramente il mio Ferragosto l'ho avuto sabato, quando con mia figlia siamo andate fino al Monviso, il Re di Pietra.

Partenza, sosta a Saluzzo per pausa caffè e poi su fino al Pian della Regina.

Di lì, volendo, c'è la navetta che porta su fino al Pian del Re, dove nasce il Po.

Ma noi siamo andate su a piedi. Sono 4 km. di salita, ma è asfaltata.

Ad ogni tornante cambia il panorama.

C'è pace, solo il rumore del Po neonato che fa cascatelle scendendo.

Alla fine della strada (altit. m. 2020), c'è un rifugio- ristorante.

Polenta concia, polenta con crema di gorgonzola, crostata con mirtilli.

Ma già pranzando si vedevano salire le nubi e nel pomeriggio c'era poco sole.

Allora siamo ridiscese pian piano, osservando i fiori, le farfalle, le mucche al pascolo.

Al Pian della Regina c'era ancora un bel sole caldo, quindi coperta sul prato e pausa ristoratrice, con in lontanaza il muggito di qualche mucca.

Un acquisto per l'inverno: una bottiglia di Genepy.

E poi a casa. E comunque, tra andata e ritorno sono 4 ore di macchina. Stancante, ma si fa una volta l'anno, in piena estate e ne vale la pena.

Da casa vedo sempre solo la cima del Monviso, e mi fa felice andarlo a vedere da vicino.

Oggi...C'era il concerto della Rai a Superga, ma non avevo voglia di stare in mezzo a troppa confusione.

Una amica che doveva rientrare ieri pomeriggio e con cui si poteva fare qualcosa, tornerà stasera, quindi sono qua...Eh già..

Ho una malinconìa latente, che se ne sta lì, in un angolino, da parte, e vorrei che rimanesse dov'è. Se esce so che si allarga, mi invade tutta con effetti devastanti.

Domani si torna al lavoro...Dobbiamo salvare l'Italia... o no?!?































































































Venerdì 12 Agosto 2011







Bene, con su il cd MAGIC del Boss, mi accingo a vivere questi 3 giorni di vacanza.

Non so bene come riempirli....

Vorrei portarmi avanti con i lavori di casa, ma vorrei anche uscire, ma vorrei anche riposarmi... Chissà... Cercherò di trarne il meglio.

Intanto mi è venuta in mente una osservazione che avevo fatto quando ero al mare.

In hotel avevo osservato una specie umana particolare: il CAFONAZZO IN SALA DA PRANZO.

Età 35 anni, con moglie, figlia e suoceri. Ragazzo di aspetto carino anche se non proprio raffinato.

Arriva in sala da pranzo. C'è il buffet di verdure ed antipasti: prendi il piattino, guardi cosa ti piace, ti servi e vai al tavolo.

Più o meno l'assortimento è sempre uguale.

Lui arriva, prende il piattino e guarda, osserva i vassoi di zucchine e pomodori come fossero cose sconosciute, fa scorrere lo sguardo, si gratta la nuca, rovescia gli occhi al cielo, tipo Verdone quando faceva il giovanotto imbranatissimo che accompagnava la nonna a votare, e dopo molto pensare, sceglie e va al tavolo.

Mangiando, tiene un grissino metà in bocca e metà fuori dai denti e parla e mastica tutto insieme, con una grande panoramica sul bolo che deglutirà.

Ad un certo punto tira fuori una sigaretta (tavolo d'angolo e un pò defilato), l'accende, tira qualche nota e la spegne nel piatto.

Ma il top l'ha raggiunto un mattino. Era solo in sala per la colazione, e si sentiva a proprio agio, mai più pensava arrivasse qualcuno, (io), dato che era presto e il tempo bruttino.

Io arrivo e lo vedo che si era ficcato un cornetto tutto in bocca e con i due indici lo stava premendo per farlo entrare!!!!!

Grande!!!










Sabato 6 Agosto 2011







Si pensava di andare in montagna, poi il tempo era bigio, grigio...

Niente montagna quindi.

Cosa si fa, cosa si può fare... Alla fine sarei stata tutto il giorno in casa.

Da fare ne avrei avuto, perchè con il full-time, il tempo fuori dall 'ufficio è ridotto, e, complice l'afa, io mi ritrovo stanchissima, scoppiata, per cui non sfrutto a dovere nemmeno quel poco. Anche di cose ludiche ne avevo...

Ma l'idea di stare in casa mi era insopportabile.

Così macchinina, trenino et voilà...Torino.

Ho bighellonato col naso all'insù a guardare quei favolosi abbaini dei palazzi del centro, immaginando le vite che si vivono là dentro.

Ho guardato le vetrine ormai invase da cappotti, maglioni e stivali.

Ho visto una coppia di circa settantenni, che camminavano piano, tenendosi per mano: così teneri con i loro radi capelli bianchi.

Ho visto una coppia di donne che si tenevano per mano, e nei loro occhi c'era come una sfida, una fierezza di non dover nascondere il loro sentimento.

Ho visto delle ragazzine di colore, con magliette in colori sgargianti, quasi fluorescenti che esibivano con la loro giovinezza anche della bigiotteria enorme e coloratissima.

Seduto ad un bar storico, in piena Piazza Castello, ho visto un signore anziano, molto distinto: stivaletti bianchi, abito bianco, cravatta colorata, capelli argentei fin sulle spalle e lunghi baffi a manubrio.

Ho visto una bimba in un passeggino che veniva in senso opposto, che, senza parlare, mi ha sorriso e fatto ciao con la manina.



Mi sono riempita gli occhi e il cuore... Un pieno di benessere da centellinare in settimana.













Martedì 2 Agosto 2011




Appunti dalle vacanze n. 1



E' mattina, diciamo saranno le 9.

Sono affacciata al balcone della mia camera. Al mare.

C'è già chi sta andando in spiaggia, i mattinieri.

Vedo arrivare una ragazza, diciamo circa 18 -20 anni.

Carina con la canotta bianca e i calzoncini di jeans.

Cammina spedita, un bel passo elastico, con le sue infradito rasoterra.

Ad ogni passo la sua ordinatissima coda di cavallo ondeggia birichina.

E poi ha una borsa, la" BORSA DA SPIAGGIA", un mondo.

Me la immagino mentre la prepara, disponendo tutto largo sul letto, per vedere se c'è tutto.

Cellulare.

Legacci e una pinza per i capelli.

Kleenex e fazzolettini inumiditi.

Latte solare per il corpo e crema solare per il viso.

Bagnoschiuma, shampoo, balsamo e spazzola per capelli.

Telo di spugna e pareo.

Costume di ricambio.

Specchio, pinzette, lima per unghie, lucidalabbra, burrocacao.

Un libro, enigmistica e biro.

Una bottiglietta d'acqua.

Gomme da masticare.

Una merendina bio di semi di sesamo.

E va, e cammina serena verso la spiaggia, naso all'insù e aria vispa.

Dopo pochi minuti passa un ragazzo.

Bermuda e maglietta stazzonati: le prime cose che ha afferrato buttandosi giù dal letto.

Capelli un pò lunghi, ricci, vagamente rasta, scarmigliati che di più non si può: non arati da un pettine da giorni... Chissà cosa si può celare là dentro: sabbia, conchigliette, aghi di pino marittimo...

A tracolla ha una sorta di piccola borsa in cui ci stanno a malapena cellulare, chiavi e qualche moneta sfusa.

Cammina come chi non sa dov'è, ciondolando un pò, cullato da una coltre di sonno che ancora lo invade.

E in mano ha LUI: IL PALLONE .

Lui va in spiaggia così, con l'unico oggetto che gli può essere utile.

Tanto se avrà bisogno di un pò di crema, Lei gliela spalmerà, Lei gli darà una gomma, dividerà con lui il telo di spugna e la merendina. E lui sbufferà pure: "Ma cosa sono sto cavolo di semini?!?"

L'universo femminile è molto complesso, difficile, sfaccettato, poliedrico...

Quello maschile molto molto minimale, semplice, facile, univoco...

Lo dico con simpatia, non me ne vogliano i maschietti!






















Sabato 30 LUGLIO 2011






E sono tornata.

Quest'anno mi pare che mi abbiano rubato le vacanze, l'estate...

Non ho manìe di grandezza: i miei sogni sono modesti.

Comunque per molte sere, in inverno, mi addormento con questo pensiero: la sensazione della sabbia fine che si modella sotto la pianta del piede, l'acqua del mare che lambisce i polpacci e il calore del sole sulle spalle, mentre cammino sul bagnasciuga.

Non chiedo molto vero?

E andando al mare a fine luglio, si può ben pensare di attuare i miei propositi, così da rinfrescare la memoria e avere ricordi nuovi per la fredda stagione a venire.

Gli altri anni mettevo in valigia anche un giaccone impermeabile, di un cotone ben sostenuto, e un paio di scarpe chiuse, con i lacci e la gomma sotto.

Capi che pesavano e non usavo MAI!

Così quest'anno sono partita con un guardaroba adatto ai 30°, temperatura che mi aspettavo di trovare.

Già dopo la prima cena, disturbi digestivi: secondo me quella mousse non ben identificata mal si adattava ai miei succhi gastrici.

Passati i disturbi, mi sono fatta attirare (ah, la gola!!!) da una strana pasta al forno molto ricca di besciamella. Nuovamente problemi, ma in breve rientrati.

Poi c'è stata la meteorologia che mi ha dato la mazzata.

Alla sera sempre freddo.

Niente vestitini carini, leggeri, svolazzanti alla brezza marina!

Pantaloni e top, più camicia, più maglioncino, più sciarpina al collo, maledicendo di non avere altre calzature che sandali e desiderando una qualsiasi delle giacche che sono rimaste a casa.

Approfittando dei saldi ho comprato un bel maglioncino di calda pura lana... e come andava bene!

In camera mi sono persino scordata che c'era l'aria condizionata e ho chiesto una copertina!

E la pioggia...a secchiate.

Così per non impazzire in una camera di hotel, sono tornata un giorno prima, anche perchè mi sono beccata un pò di mal di gola.

Ho camminato, ma molto meno di quello che avrei voluto, ho fatto tanta enigmistica, letto molto, ricamato, guardato film alla tv.

Ma mi sentivo un leone in gabbia: non era così che avrei voluto trascorrere le giornate.

E lunedì si torna al lavoro.

Lo so, sono anni che vado in vacanza e mi becco 2 settimane filate di bel tempo, però mi sento defraudata: chi mi restituirà le mie vacanze?

P.S. Ho avuto modo di osservare la varia umanità e nei prossimi giorni posterò alcune impressioni.


























Domenica 17 Luglio 2011






Ufficialmente da ieri sarei in "ferie".

Quelle lunghe, le 2 settimane.

La parola ferie mi suona obsoleta.

Mi ricorda neri manicotti infilati sui vestiti per non sporcare di inchiostro lindi polsini di inamidate camicette.... Carte assorbenti, calcolatrici a manovella....

Tutto questo appartiene al passato, ai "travet".

Comunque per 2 settimane non lavorerò, esattamente 16 giorni di calendario.

Evviva evviva.


Tre giorni a casa e poi un pò di mare.

Non porterò il pc, perchè la mia valigia pesa già sempre una tonnellata e sono in treno, però ho già un bel quadernino rosso su cui appunterò episodi e sensazioni, pensieri e sentimenti, e non appena tornerò avrò materiale per vari post.

Come si evince dal disegnino in alto, c'è una sola sdraio sotto l'ombrellone, sarò sola con me stessa: ce la farò a sopportarmi?!? Farò il possibile.

Buone vacanze carissimi, mi voglio riposare un pò, riflettere, leggere, passeggiare, osservare la varia umanità. Tornerò presto...


e non dimenticatemi!!!
Mercoledì 13 luglio 2011





A Viola piace.... Oggi mi è venuto in mente il film "Il favoloso mondo di Amelie", a quando dice ad Amelie piace... Ed ho pensato a cosa piace a me.

A Viola piace...

La prima cucchiaiata di marmellata quando si apre un vasetto nuovo

Camminare sulle foglie secche cadute a terra, un pò bagnate dalla pioggia

Schiacciare le bolle del pluriball da imballaggio

Mangiare i semi delle mele dopo che si è tolto l'involucro marrone

La brezza lieve che spettina solo un poco e fa volare la sottana

La cioccolata calda con il peperoncino piccante

Camminare sul bagnasciuga, con l'acqua a metà polpaccio, e sentire la sabbia morbida che si modella sotto la pianta del piede e quasi lo massaggia

La nebbia in autunno quando avvolge tutto e sbucano fuori solo le cime delle colline

L'odore dei libri nuovi

Iniziare una nuova agenda, un nuovo diario il primo gennaio

Acquistare una lana o un tessuto e immaginare cosa ne potrà ricavare

Girare nelle mercerie e nei negozi di bricolage

Guardare le nuvole che corrono in cielo e scoprire quali immagini si compongono

Andare in libreria e tornare a casa con un bel bottino

Accendere la radio e sentire una delle sue canzoni preferite

Bere una birra artigianale e densa

Girare tra le bancarelle dei mercati d'antiquariato

Visitare castelli e piccoli borghi

Tenere in braccio un bimbo piccolissimo

L'insalata russa fatta in casa

Il sorriso gratuito di una persona sconosciuta.

E molto altro ancora che ora non mi viene in mente...
Cosa non mi piace? Ci penserò in un altro momento!





Venerdì 8 Luglio 2011



Ciao a tutti.
Giornate piene di lavoro, calore, stanchezza, ma anche buoni rapporti con mia figlia e intanto si va avanti. Lei senza lavoro, e io che vorrei essere in pensione!
Voglio riportare un piccolissimo aneddoto di qualche tempo fa che mi è tornato in mente mentre pensavo all'amicizia, ai rapporti sinceri tra donna e donna.
Ora io non sono curiosa dei fatti degli altri, non bersaglio di domande. Se le persone mi vogliono parlare della loro vita, le ascolto con interesse, dico il mio parere se richiesto e stop.
Non è aridità, è profondissimo rispetto dell' altro.
Non faccio male al prossimo con intenzione. Sono piena di difetti, ma non sono invidiosa nè cerco di ferire persona alcuna. Trovo inutili e faticose la menzogna, la perfidia, la cattiveria.
Ma perchè fare del male... Per quel battito di ciglia che è la vita...
Meglio impiegare tempo ed energie in cose piacevoli. Meglio no?
Comunque, tempo fa, davanti ad un caffè chiacchieravo con una amica, ( amica? ).
Si scherzava, si dicevano cavolate, battute, così tranquillamente.
Il discorso cade sull'argomento fidanzati. Lei dice che urge io me ne trovi uno.
Io, con la tranquillità del momento scherzoso, dico che va bene, ma un uomo separato o un vedovo, che sanno come funzionano le storie con le donne... Un signorino magari è ancora attaccatissimo alla mamma nonostante abbia già le tempie bianche..
E poi mi viene in mente B., un mio ex compagno di scuola, amico di suo marito, che è rimasto vedovo. Ha avuto fortuna nel lavoro, ma purtroppo la moglie si è ammalata ed è venuta a mancare.
Ecco, dico alla mia amica, devo allacciare i rapporti con B.: persona seria, figli grandi, buon lavoro...
Ma l'ho detto scherzando, visto la leggerezza della conversazione.
Lei è diventata serissima, e con molta acidità ha detto: " B. , con la sua posizione, può trovarsi una moglie giovane ed avere ancora dei figli."
Questo è possibilissimo, ma ho avvertito un desiderio di ferirmi, di farmi sentire un vecchio maglioncino infeltrito che si usa solo per ripassare la cera su un pavimento di marmo.
Ma perchè, visto che si stava chiacchierando in modo scherzoso, è venuta fuori in questo malo modo?! E non è la prima volta... Perchè le persone, quando le consideri amiche e quindi non crei muri, e sei quindi più vulnerabile, ti vogliono colpire?
Forse esagero, ma come donna so cogliere la malignità femminile, lo spillone con cui ti trafiggono...
Non so perchè.. Forse se fanno stare male gli altri, allora stanno meglio loro? Se sono infelice, non è facendo soffrire che troverò gioia... Almeno io la penso così.
Ho sonno forse il cervello che sta già parzialmente russando risente di questo caldo e sono saltate le sinapsi? E chi lo sa...










Domenica 3 Luglio 2011








Curiosando fra vari blog, ho visto che parecchie persone parlano del tempo. Tempo che pare correre troppo, così ho pensato di scrivere qualche pensiero a riguardo.

Quando ero piccola, le vacanze estive mi parevano eterne.

Le compagne di classe erano sparse tra le varie borgate del mio paese, e non ci rivedeva che il 1° ottobre. Niente telefono, molti genitori non avevano la macchina, ma soprattutto nessuno si curava se noi bimbe non vedevamo le nostre amiche.

Giornate piene di luce abbacinante, acqua e menta, un gelato alla domenica, i compiti delle vacanze e come colonna sonora le canzoni del "Disco per l'estate" alla radio.

Ad agosto un temporalone con grandine segnava la fine di quella calura sempre uguale, al mattino rinfrescava un pò e ciò significava che arrivava settembre, la festa del paese, la vendemmia e l'inizio della scuola.

Poi quando si è in piena gioventù tutto diventa più frenetico: amori, studi, lavoro...

E poi famiglia, figlia...

Un giorno dopo l'altro trascorrono gli anni... Si perdono i genitori, si trascorrono momenti di grandi dolori, dovuti a varie controversie...

Leggevo una frase prima "la vita è un libro bianco in cui noi scriviamo la nostra storia".

E quando la maggior parte delle pagine sono già scritte? E quando i fogli intonsi non sono più molti?

Pare che il tempo manchi... Si voleva fare, dire, andare... E poi per vari motivi non si è fatto, si è stati muti e immobili.

La trama del mio libro ormai è delineata da tempo; col pessimismo cosmico che mi ritrovo appiccicato addosso penso che di bello non può accadere nulla, speriamo solo non capitino disgrazie.

Le pagine saranno un pò noiose, tremendamente NORMALI.

Forse potrei interpretarle un pò diversamente, riempirle di qualche fiorellino, di qualche momento bello, una piccola perla da tenere in uno scrigno chiuso nel mio cuore...

Ma questo lo sto già facendo.

Sto cercando di vivere con consapevolezza i momenti piacevoli che mi regala la vita: sono preziosi, non vanno sprecati, ma gustati, centellinati a piccoli sorsi.


Del doman non v'è certezza.....



Buona settimana a tutti cari bloggers!












Mercoledì 29 Giugno 2011


Sono stata un pò sul balcone a meditare, il balcone che guarda verso la campagna e il Monviso. Enormi nuvole nere, qualche lampo in lontananza, una parvenza di tramonto giallastro e un pò di vento fresco in queste giornate torride.Volevo pensare.
Allora, sono tornata al lavoro full-time, dopo 22 anni di part time.
Pesante.
Cambiato filiale, colleghi nuovi, clienti nuovi, non sai dove sono le cose, non sai fare certe cose perchè non le hai mai fatte e devi chiedere.
Pesante.
Mi hanno installato un nuovo macchinario temporizzato che non si sa bene come funziona e crea disagio, perdita di tempo e nervosismo.
Pesante.
Fa caldo, un caldo afoso che soffoca, se attraversi una piazza alle 14 senti il sole che ti preme giù e i piedi paiono sprofondare nell'asfalto fino al polpaccio.
Pesante.
Se qualcuno mi dà nominativi di agenzie o consulenti dove mia figlia potrebbe inviare il curriculum, io glieli riferisco. Lei si arrabbia e nulla va bene.
Pesante.
Qualche post fa avevo scritto di avere fatto in passato scelte rivelatesi poi errate, e finalmente ho messo coraggio e ho sondato per vedere se potevo avere una seconda opportunità... Troppo tardi ormai. Quello che io avevo abbandonato e disdegnato, un'altra l'ha raccolto e la porta per me è chiusa.
Pesante.
Tutto troppo pesante. Ho la nuca dolorante e le spalle contratte. La testa che scoppia e una enorme voglia di urlare, ma la voce non viene fuori. Non escono più suoni. Ammutolita e annientata.
So che sono piccoli dispiaceri, che i dolori veri sono altri, ma io ora sto vivendo questo ed è già troppo per me.
Nella siepe ci sono due lucciole che si rincorrono... Speriamo che almeno loro siano felici.
Domenica 26 Giugno 2011











































































































Quelle sopra sono foto scattate una settimana fa a Racconigi (CN).
C'è un bellissimo castello, una delle tante residenze di campagna dei Savoia.
Una curiosità è data dal fatto che su ogni camino o decoro posto sul tetto ci sono grandi nidi di cicogne...... abitati.
Ogni tanto battono il becco e si sente tutto un ta-ta-ta.
A visitare l'interno ci siamo già andate varie volte, per cui sabato siamo state solo nel parco.
Comunque i vari ambienti sono ancora molto ben conservati ed arredati.
Due particolari curiosi.
Proprio in un'epoca in cui le dame portavano abiti molto ingombranti, nella camera della regina non c'erano armadi.





Gli abiti venivano conservati in una grande stanza nel piano più alto del castello, dove dormivano balie e domestiche.


Tutti catalogati e con l'indicazione della data, luogo ed evento in cui erano stati indossati.


E se la regina si faceva portare giù un abito e poi cambiava idea, la domestica faceva tutto un su e giù di scale.


Altro particolare, tra i vari ambienti c'erano scaloni, anticamere e salette, per cui la distanza tra le cucine poste sotto al livello del terreno, e le camere da letto o i salotti era notevole.


Se qualcuno desiderava una tazza di tè, ci sarebbero voluti molto tempo e molti passi!


E invece no, perchè c'era tutta una fitta rete di scalette di servizio e passaggi secondari che venivano usati solo dalla servitù come scorciatoie.


Ciò che trovo bellissimo di questo castello è il parco, veramente enorme.


E' abitato da cicogne, mucche, uccellini e scoiattoli.


Lungo le stradine sterrate ci sono cespuglietti di fragoline di bosco che spiccano rosse tra tutto quel verde.


Gli scoiattoli sono un pochino timorosi, ma scendono dagli alberi e si muovono a balzi sull'erba. A volte si rincorrono.


La scorsa estate ne avevamo visto uno sul ramo abbastanza basso di un noce, che prima di portarsi la noce nella tana, la teneva tra le zampine e con i denti le toglieva il mallo.


Ci sono alberi altissimi e con tronchi maestosi, corsi d'acqua, un laghetto e una magnifica serra, usata come una orangerie, per riparare i limoni in inverno.


C'è moltissimo da camminare, ma si sta d'incanto.


Se si è troppo stanchi o anziani, si può fare il giro del parco su carrozze a cavalli.


Abbiamo trascorso un pomeriggio di pace, tra il verde, con in sottofondo solo il canto degli uccellini e il battere del becco delle cicogne.















Venerdì 17 Giugno 2011




Da da da dan !!!!!
Il famigerato venerdì 17.
Bè, ormai è notte ed è stato un giorno come un altro. Per me ha significato l'ultimo giorno lavorativo di una settimana mica da ridere!!!
Filiale nuova, quindi nuovi clienti ma soprattutto nuove colleghe (tutte donne a parte il direttore). E quand'è così non sai mai quale ti capita, come i cioccolatini di Forrest Gump.
Dopo una settimana, quindi poco tempo, posso dire però che sono persone simpatiche, normali, umane... Quasi una rarità oggigiorno.
Ed era pure la settimana di scadenza ICI, quindi moltissimo lavoro.
Ma soprattutto in questa settimana è iniziato il mio orario Full-Time: 8.25-13.40 14.40-16.55.
Dopo 22 anni di part-time e pomeriggi liberi ho deciso così, sperando manchino pochi anni alla pensione.
Questo fatto di lavorare tutto il giorno mi ha un pò scombussolata.
I miei ritmi, le mie abitudini di colpo sconvolte. Da tempo immemore mi alzavo, mi preparavo e partivo in auto.
Ora il mio luogo di lavoro sarà per buona parte dell'anno il paese dove abito. Quindi vado a piedi e mi sembra molto strano! Quest'inverno non avrò bisogno di gomme termiche ma di Moon-Boots.
La pausa pranzo è di una sola ora, ma tra andare e tornare, in casa ci rimango poco più di 30 minuti: é stressante.
Così oggi, approfittando che sarei stata sola per il pranzo, non sono tornata, ma sono andata nel parco del castello del mio paese. Sotto alberi altissimi ed ombrosi c'è un chioschetto.
Volendo funziona anche da ristorante, ma ho pranzato con un gelato ed un caffè, ho letto una rivista, TUTTA, e sono stata proprio bene. Mi sembrava di essere in vacanza.
Ed invece poi è ricominciato il lavoro, ma ero di ottimo umore.... Alla faccia del venerdì 17 !!!
Buona domenica carissimi blogger e... buona vita !!





















Venerdì 10 Giugno 2011












Oggi, sigh sigh, ultimo giorno di ferie di questo blocco di giugno.
Sono una bancaria e le ferie DOBBIAMO scaglionarle durante tutto l'anno.



Per cui a marzo siamo lì in trattative...


Se io faccio i primi 15 di luglio, tu ce la fai a rientrare per il 30 giugno?! Sì, però.... E poi con qualche compromesso e molta pazienza ci si accorda.



Ora io avevo dal 2 al 12 giugno. Niente male, anzi.

Sono andata a Torino, a Parma dalla mia carissima AMICA, ho camminato in campagna, sono stata un un outlet vicino a Vercelli, fatto cose di casa... Sono stata bene.

Stamattina avevo appuntamento dall'estetista per via dell'allucione che ogni tanto duole, e intanto che ero in città, avrei sbrigato qualche commissione.
In auto ho acceso la radio.

Stavano già parlando, non so chi fosse di preciso, dalla voce mi pareva Don Bianchi, il priore di Bose. Parlava di vacanze.

Noi diciamo "Che bello, sono stanco, ora per 2 settimane faccio niente", ma poi partiamo, e fai il bagno, e prendi il sole, ed escursioni...Non siamo più capaci di stare senza far nulla.

Diceva che dovremmo sforzarci durante tutto l'anno, di prenderci dei momenti per fare nulla, per stare lì, come un albero o un sasso. Non siamo macchine da lavoro. Diceva che se noi riusciamo ad avere consapevolezza che ESISTIAMO, e basta, il mondo ci parrà più bello, sapremo apprezzareogni attimo, solamente perchè siamo VIVI.E così, con questi pensieri nella mente e nel cuore, ho assunto uno stato d'animo più sereno, rilassato. Ho gironzolato per vie che non frequento quasi mai, ho osservato i fiori dei balconi, e mi sono sentita rasserenata.

Ora mi dedicherò un pò al balcone. Devo trapiantare del basilico e dei peperoncini. Seminarne altri, di una varietà che ha frutti piccolissimi, ma molto decorativi. E poi concimare perchè le mie piantine di pomodori hanno solo foglie e manco un fiore!

Prezzemolo, erba cipollina, basilico, menta, peperoncini e pomodorini: il mio orto casalingo.... Il mio contributo di ossigeno all'atmosfera e ai prodotti-bio.














































































LUNEDI' 6 GIUGNO 2011



E il cervello non le dà tregua. Lo sente ticchettare. Non sta quieto un momento e le lancia flash.... Ieri... Oggi... Domani...
Pensieri che si accavallano, che si intersecano, che ne contengono altri, e altri ancora.
Probabilmente ha sbagliato quasi tutto nella vita.
Le scelte fatte, a caro prezzo per lei e causando a volte sofferenza ad altri, non erano forse le più giuste.
La perenne ricerca di serenità, di felicità, di sentirsi bene nel momento in cui viveva, l'hanno indotta a fermarsi e intraprendere nuove strade.
Ogni decisione è stata oggetto di mille "seghe mentali", di contorcimenti di visceri, di elenchi mentali e scritti dei risvolti positivi e negativi della scelta in oggetto. E dopo tanto macerare, alla fine ecco, scelta fatta. Nuova via intrapresa. E se questo portava a sofferenza altrui...che fare... Cioè, le spiaceva, eccome, ma sentiva che non poteva fare altrimenti.
Ogni decisione è stata profondamente personale, mai indotta da altri. Ha sempre fatto di testa sua. Notando poi, a posteriori, che anche dopo molte perplessità aveva scelto la via che per prima le era balenata, quella più istintiva. Sarà mica stato che tutti i pensieri le erano solo serviti a crearle un alibi che giustificasse la scelta fatta?
Il fatto è che a furia di allontanare persone, ora c'è molto deserto attorno.
Anni fa, le era parso di non amare più un uomo che l'adorava. Cioè tante cose di quell'uomo le sembravano insopportabili, tutto le dava fastidio.
Avrebbe dovuto parlarne con lui, cercare di capire perchè un sentimento così profondo e importante era giunto a una fase di stanca... Ma lei no. Pensa e ripensa alla fine gli aveva detto che voleva stare sola.
E così è stato, perchè in ogni uomo che ha incontrato dopo, cercava i suoi gesti, il suo modo di essere, di amarla... Lui ha sofferto moltissimo, e lei soffriva nel vedere lui così...
Ed ora lei pensa che la sua solitudine sia come un giusto castigo per il dolore inflitto. E davanti a sè vede il vuoto totale.
Ha molti interessi, è curiosa di moltissime cose... Ma saranno VERI interessi o riempitivi di una vita ridotta alla crisalide vuota di una farfalla inesistente? E cosa l'aspetta? Solitudine, sempre e solamente.
Quando passeggia per negozi, è solo la sua sagoma che si riflette nelle vetrine. Quando si siede a tavola sente che non ci sarà mai più un gomito che sfiorerà il suo.
E sono centinaia, migliaia i pensieri che sempre le ronzano, come avere la testa costantemente infilata in un alveare... Forse è un momento così, forse le passerà... Forse si sentirà felice della propria indipendenza....Forse .




Venerdì 3 Giugno 2011





Due domeniche fa, con la mia figliola, siamo andate a Bossolasco dato che lei non c'era mai stata.


Paesino in provincia di Cuneo, m.747 s.l.m., circa 700 abitanti.

Si trova nell' Alta Langa, su una sorta di costone tra le valli dei fiumi Tanaro e Belbo.

C'è un panorama splendido, e quando è molto sereno si vedono le Alpi, col Monviso che si staglia all'orizzonte.

Viene chiamato "La perla delle Langhe" ed anche "Il paese delle rose".

Ed essendoci andata a maggio, ho avuto modo di capire appieno il perchè di questo secondo epiteto.

Lungo la via principale, ci sono casette molto carine, imbiancate o di pietra .

Ogni casetta ha una o più piante di rose.



Vengono su radenti i muri delle abitazioni; nell'asfalto, vicino alle case, ci sono delle mezzelune di terriccio da cui spuntano queste piante rigogliose. Devono avere radici lunghe e possenti e si cercheranno umidità nel sottosuolo, perchè sono bellissime.

Salgono fino al primo piano, per incorniciare una finestra o appoggiarsi ad un balconcino in ferro battuto, e sono cariche di fiori.

Sembra irreale, camminare tra queste vecchie case e queste rose magnifiche.

E poi c'è un silenzio, una tranquillità...


Appena arrivate siamo entrate in un bar per un caffè.


L'ho ordinato al banco, e il barista ci ha invitate a sederci fuori. Ci ha portato le nostre tazzine fumanti e 2 bicchieri d'acqua, peraltro non richiesti e non fatti pagare.

Eravamo sedute in un terrazzo sotto un pergolato di un qualche tipo di uva, che ci mostrava già i grappoli, con acini come mezzo chicco di riso...

E il tempo pareva dilatato, mi sentivo dolcemente "forzata" a rallentare, a prendermi una momento di silenzio, di raccoglimento.

C'era una atmosfera bellissima: il traffico, i centri commerciali, la fretta, l'ansia, lo stress....tutto lontano, dopo, ora un momento di magica tranquillità.