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Sabato 20 novembre 2010
E' sera oramai. Giornata praticamente finita, pensieri che non riposano e vagano cercando momenti felici e trovando ricordi indelebili....
Sarà la stagione, sarà la nebbia che tutto avvolge e rende più morbidi i contorni... Mi sento stranamente serena in questo periodo, e non so perchè... Rincoglionimento pre - senile o un barlume di equilibrio che finalmente ha preso il sopravvento sulla mia natura forse un pochino affetta da bipolarismo??? E chi lo sa.
Fatto sta che, senza particolari motivi, sento che sto psicologicamente bene. Magari durerà poco, ma è pur sempre una bella sensazione. Abituata ad avere sempre come una sorta di pesante fardello fatto di triste solitudine e di senso di fallimento, quando me ne alleggerisco, sto da Dio!
Come quando ho mal di testa: prendo una pillolina e dopo meno di un'ora so che mi sarà passato. E man mano sento che il capo si fa più leggero, come se una pesante nube che si era appoggiata sopra si stesse alzando e il sollievo è una sensazione sublime!Va bè, è sabato sera, il mondo là fuori forse si diverte, e io sono qui che scrivo, con un sottofondo di Paolo Conte.... E la cosa mi rende serena.
Mia figlia mi ha aiutata a mettere la neve sul blog, che così è più adatto alla stagione, poi ho preparato un pò di foto natalizie che posterò dal 1° dicembre, come una sorta di calendario dell' Avvento.
Tutto ciò è infantile? Non mi importa, mi dà piacere e tanto basta.
Venerdì 12 novembre 2010
L'autunno, non lo nego, è la mia stagione preferita. Soprattutto novembre, che aspetto tutto l'anno.
Ed è proprio in questo mese che mi affascina, che sono più attenta alla natura, al cielo, ai colori..
Oggi, verso le 17.30 tornavo a casa in auto. Strada con tante curve, un pò di salita e nessuno dietro che mi ruggiva di accelerare. Così guidavo adagio, guardando le colline che mi scorrevano ai lati. Avevo messo un cd degli Abba: musica di quando ero una ragazza e che mi evocava serenità, speranza...
Le colline erano ormai scure e cupe. Gli alberi si stagliavano neri e scheletrici contro il cielo. Le foglie ormai erano quasi tutte a terra per cui si distingueva bene il disegno dei rami: trame singolari e uniche.
Il cielo era nuvoloso, a tratti grigio e lattiginoso, a tratti sfumato di rosa, e proprio in alto una sottile e argentea falce di luna... Che meraviglia! Di fronte a questi spettacoli non c'è che da ringraziare chi ha voluto tutto questo.
Non so, sarà stata la luce, la musica, oppure la passione che ho per l'atmosfera autunnale, ma mi sono sentita calata in un mood perfetto. Una sensazione di essere al momento giusto nel posto giusto, di sentirsi in pace con l'universo, di farne parte con una ben precisa collocazione.
Sono questi momenti, secondo me, che ci permettono di ricaricarci e di avere energie per tirare avanti, per far fronte alla vita, al suo peso a volte notevole.
Mi è venuta voglia di condividere queste sensazioni, di comunicarle... Tanta emozione fa scoppiare il cuore...ma lo medica e lo consola.
TORTA DI MELE
Per la pasta: 180 gr. farina
90 gr. burro
60 gr. zucchero
1 bustina vanillina
1 cucchiaino lievito
Per la farcitura: 700 gr. mele
2 cucchiai uvetta
2 cucchiai zucchero
3 cucchiai marmellata di albicocche
Teglia con fondo staccabile diametro circa cm. 26
In una terrina mescolate la farina e il lievito, il burro a pezzetti ammorbidito a temperatura ambiente, lo zucchero e la vanillina. Lavorate insieme il tutto, poi sbriciolate l'impasto con le mani e distribuitelo in uno stampo imburrato.
Sbucciate le mele, tagliatele a spicchi sottili e sistematele sull'impasto. Distribuite poi sopra l'uvetta e lo zucchero. Cuocete a forno 200° max. per 30 minuti circa. A metà cottura potete coprirla con carta da forno, così l'uvetta non annerisce.
Intanto in una scodella sbattete la marmellata con un pò d'acqua tiepida, così che diventi un pò più fluida.
Estraete la torta, distribuite la marmellata sulle mele e infornate per altri 8 - 10 minuti.
E' una torta con più frutta che pasta, senza uova e molto leggera. L'ho fatta ieri sera, modificando una ricetta che prevedeva del liquore nella farcitura: così è più adatta ai bambini.
Bè... buon appetito
Venerdì 29 ottobre 2010
Ieri ho fatto una crostata.
Quando mi prende questa voglia, la devo esaudire. Ma non tanto il desiderio di mangiarla, quanto quello di prepararala; di impastare la pasta frolla, di stendere la marmellata, di
Gran cosa il cibo. Dotato di un grande potere consolatorio. E poi la soddisfazione di cucinare quel certo piatto, la ricerca di un certo ingrediente sano e antico.
Anche oggi, combinazione, il cibo è stato protagonista.
Mia figlia ha suggerito di fare la polenta per pranzo, fuori era freddo e pareva proprio la giornata giusta. E polenta sia. Ma non istantanea: abbiamo girato a turno per 40 minuti buoni. E poi, giallissima e fumante, l'abbiamo accompagnata a gorgonzola, burro, e anche latte. Mi pareva di tornare bambina, quando mia nonna cuoceva la polenta su una stufa a legna, e le venivano le guance rosse per il gran caldo e la fatica. Ma non l'ho mai vista sudata. La sua pelle era sempre vellutata ed asciutta. Nonna Cate!
Dopo pranzo giretto in una città qui vicina. Gironzolavamo senza costrutto, solo per trascorrere il pomeriggio. Ma c'erano diverse drogherie, sopravvissute ai grandi centri commerciali, e lì abbiamo preso dei funghi secchi. Un bel sacchetto, l'inverno è lungo.... Con le tagliatelle è sempre un gran bel mangiare...
E poi c'erano vari banchetti di diverse regioni italiane: lo speck tirolese, olive ed olio liguri, pecorino sardo, mozzarelle e caciotte campane, taralli pugliesi....
Abbiamo preso i taralli, cotti nel forno a legna, una bontà.
E poi iniziavamo ad avere freddo, dovevamo rifocillarci. Bene, sosta in un bar che io adoro. L'arredamento è singolare. I mobili sono simili a grossi comò verniciati in oro scuro, quasi bronzo. Alle pareti grandi e vecchi specchi, un pò macchiati dal tempo. Le sedie hanno il sedile imbottito, rivestito di tessuto, ornato di nappine e frange, ma tutte in tessuti diversi. Non ci sono 2 sedie uguali.
E lì pausa cioccolata. Calda, densa. avvolgente....Man mano che le papille se ne impossessano, il cervello riceve segnali benevoli, il mondo è meno brutto, la fronte si distende e il sorriso è più facile. Era una classica cioccolata calda, molto buona. Quando me la preparo a casa, per il massimo della goduria, aggiungo un pizzico di peperoncino... E lì capisco i Maya, la bevanda degli Dei, le visioni...
Amo il cibo, la cosa fatta bene. Non è necessario che sia sofisticato o complesso. Basta una bella pasta e fagioli, una vellutata di zucca con un centro di formaggio cremoso... Cibi cercati e cucinati con amore.
E' notte ormai. La giornata è trascorsa.
Ho notato una cosa: sia stamattina che stasera ho osservato con attenzione il cielo. Come mai? Non trovo più risposte sulla terra e le cerco lassù?!
Stamane era bigio, non nuvoloso, ma cupo. Una leggera foschia era nell'aria e la nebbia avvolgeva gli alberi come sottile zucchero filato. Le foglie erano indistinguibili, l'umidità tangibile.
E poi, a mezzo cielo, il sole. Una palla luminosa, perfettamente tonda, color giallo chiaro un pò rosato, madreperlacea. Era un tondo irreale, un sole autunnale. Lontano il suo dardeggiare dei mesi estivi, quei raggi roventi... Stamane era solo luce, pura luce fredda.
E ancora ho guardato il cielo verso sera, all'ora del tramonto. Era azzurro, solcato da qualche strisciata di nube lunga e stretta, rosata. E poi, a sorpresa, una falce di luna, argentea e sussiegosa. E io col naso in su, ad aspettare non so quale responso... Mah, forse ero solamente curiosa ed ammirata. E con la voglia di godermi quegli attimi di pace, di contatto con l'infinito ...

GIOVEDI' 14 OTTOBRE 2010
Sto usando un colore autunnale in omaggio a questa stagione che adoro. L'aspetto tutto l'anno e poi cerco proprio di assaporarmela con tutti i sensi. Colori, profumi, sapori....Ricordi d'infanzia, primi giorni di scuola, vendemmia...
Vedo una bambina con un grembiule bianco, un orribile colletto bianco rigido (tipo plastica) e un grande fiocco blu perennemente storto. Avevo un bel tirarlo per benino sotto al mento, lui ruotava verso le spalle. E a scuola c'era un calamaio di vetro piantato in un buco del banco. Il bidello passava e versava l'inchiostro. Sì, alle elementari, per lo meno nelle prime classi, scrivevo con penna e pennino. Poi si passò alla stilografica. Eravamo nella prima metà degli anni '60.
Tutto è molto cambiato: ora scrivo con una tastiera su di un blog. E' ancora spoglio e poco accogliente, ma prometto di applicarmi per renderlo più carino.
Stamattina c'era una leggera nebbiolina, ma ora il sole fa brillare questa gamma di verdi che ancora resiste. Tra poco vireranno al giallo oro, al rosso, al marrone...E poi tante foglie a terra, a scricchiolare sotto i nostri piedi...Ma questo più avanti.
Visto che data? Da scrivere così, con tutti i numeri.
Sono le 18 passate e si avvicina il crepuscolo, ora per me pericolosa. Tutte le cose più tristi mi assalgono, una malinconia mi avvolge densa e nota. Oramai la conosco e so che arriva; come gli attacchi di panico. Ormai ne sento l'odore e li aspetto, quando mi capitano. So che mi fanno stare male, ma poi passano e la vita ritorna normale.
La domenica è quasi trascorsa, tranquilla, solitaria. Solo al mattino caffè con amica al bar, a goderci quel minimo sole che c'era, a parlare parlare. Le avevo anche portato un bel bouquet. Martedì scorso era stato il suo compleanno: rose bianche un pò verdine, violacciocche bianche, una ortensia verde, un lilium rosa , quella neve bianca di cui non conosco il nome botanico, delle foglie di aralia a supporto, il tutto avvolto in una juta rosa carico, come i petali del lilium. A dirlo non pare, ma era carino. E poi a noi fanciulle in fiore, un fiore è sempre gradito!
Molto meno romanticamente sono passata dal produttore di formaggi: un pezzo di toma misto pecora mucca, una robiola stagionata di pura capra e il latte sfuso. Una parte del quale è già in frigo sotto forma di budino. Gnam gnam.
Oggi pomeriggio ho vissuto con flemma e tranquillità. Ero sola a casa e un briciolino di solitudine mi ha assalita, ma l'ho cacciata, perbacco!
Stasera niente rosso tramonto all'orizzonte; solo un cielo lattescente e bigio, una copertina di nubi grigiastre. Giornata insignificante terminata in un modo ancora più anonimo.
Aiuto, mi prende lo spleen! Vado a cuocere un bel broccolo per la cena: la figliola tra poco arriva e saremo in 2 attorno al tavolo. La famiglia al completo.
Menù: ravioli verdi con ripieno coste/ricotta al burro e salvia, broccoli saltati in padella e budino. Va bene così.
Sola a casa, serata tra zapping svogliato alla tv e scialle "Mea" di Emma. Sferruzzerò fin quando non mi coglierà il sonno.
Siamo in autunno, stagione che io adoro. E poi quest'anno mi piace ancora di più. Sarà che invecchio?
Al mattino la nebbiolina che avvolge le colline lasciandone fuori solo il cucuzzolo, così che quel gruppetto di alberi in cima, pare sia un'isola in un mare lattescente.
E poi spunta il sole, la rugiada si asciuga e un bel caldino fa godere le ossa. I pomeriggi sono belli, invitano a camminare in campagna, i colori stupendi. Una tavolozza varia e vibrante...
E il crepuscolo, con il cielo rosso e arancio, qualche nube e la cima del Monviso che spicca laggiù all'orizzonte.
Ma dell'autunno amo anche (soprattutto?) le giornate bigie e piovose, quando desideri solo rintanarti in casa, cucinare una minestra e accoccolarti sul divano con una tisana fumante.
E questa leggera malinconia che assale pian piano, che avvolge e sgomenta... E il rivedere colori già visti e amati, profumi noti ed evocativi... Caldarroste, fumo di stufa a legna, foglie inzuppate e calpestate.
Ed io sono qui, col mio lavoro a maglia. Verrà bene? Si vedrà. Penso di sì: ho avuto una ottima maestra.
Oggi sono andata dal parrucchiere: dopo 3 mesi era ora. E lui a fare gridolini "Ma che tinta ti sei fatta...Ma hai ritoccato il taglio da sola?!.. Pazza!" Mi piace moltissimo fare le cosa da sola e mi cimento in varie attività, anche la parrucchiera. Sulla mia testa ovvio.
Ed ora ritorno a sferruzzare...Vita intensa e spericolata...
Notizia importante!!! Ieri, giovedì 30 settembre, sono andata a M A N U A L M E N T E !!!!!!!
Che gioia. Appena entrata ho scovato lo stand di CUORE DI MAGLIA - FRAGOLE INFINITE - KNITALY. Potevo conoscere di persona Emma e Laura, con cui ero entrata in contatto ma solo tramite blog. Mitiche per me.
Ho subito visto Cristiana, che già conoscevo. Issata su in tavolo, che "stendeva" su dei fili, bellissimi scialli e altri lavori a maglia. Ci siamo salutate, e i suoi occhi così espressivi ti scrutano dentro. Non la conosco da molto, e ci siamo viste poche volte, ma ogni volta mi trasmette affetto e simpatia.
Poi ho conosciuto Laura. Il suo blog mi rasserena certe serate storte. Mi piace come scrive e soprattutto cosa scrive. Trovo abbia una grande capacità di osservare il mondo attorno, anche un semplice prato. Nota cose che ai più sfuggono, e le descrive in un modo magico. E poi la sua simpatia: ti viene voglia di abbracciarla.
E poi un must: Emma, con il suo corso di scialli. Eravamo attorno al tavolo, con una cartellina rossa ognuna, come un primo giorno di scuola. E' bellissimo come chiama le sue creazioni: col nome, come figlioli suoi. E noi sapevamo che il tale scialle l'aveva creato per la sua nonna svedese, che l'altro l'aveva sfoggiato in riva al mare... Tutte preparatissime. E lei paziente, comprensiva, ad insegnarci come tricottare quei suoi scialli bellissimi.
E a chiederci tu da dove vieni, usi il ferro circolare, dove compri la lana, che fame a quest'ora.
Esperienza bellissima. Mi pare di avere nuove amiche, di essere meno sola.
Verso l'ora di pranzo, magicamente, da capienti shopping-bag rigorosamente di tessuto, sono emersi panini imbottiti, mele, dolcetti. Che tenerezza queste creature: vere, autentiche, col loro pranzo in borsa. Altro che botulino e seni finti!
Nel pomeriggio ho curiosato tra i vari espositori, ma soprattutto osservavo le donne...Alcune con un trolley da riempire... Un libro di ricette, un nastro di quel rosso particolare, perline e feltri, lane e bottoni.. Tutte formichine che poi tornavano a casa col loro tesoro, un piccolo bottino che la lore fantasia stava già trasformando in torte, segnaposto natalizi, collane, maglioncini, ricami.
Per visitare Manualmente avevo ottenuto un giorno di ferie, e mai giorno fu meglio impegnato.
Sono stata bene, in pace con me stessa e con il mondo.
Da Cuore di Maglia ho conosciuto dei miti...Cosa volere di più?
Quando avrò confezionato uno scialle lo pubblicherò sul blog. Grazie a tutte.
Sono le 23, è sabato sera e fuori piove piove. Gli alberi paiono nere sagome e il cielo è appena più chiaro. Sto mangiando un pezzo di cioccolato godurioso e penso che ho avuto una bella giornata. Con una amica sono andata a Torino. Come meta avevamo la visita al Palazzo Reale, che lei non aveva mai visto, ma avevamo una cosa bene in mente: crearci una giornata piacevole. Croissant e caffè e poi con calma su da Via Roma. Occhi sulle bancarelle di libri allineate sotto i portici e desiderio di tornare a casa con una borsata di libri. Io mi sono trattenuta, perchè ne ho ancora parecchi nuovi da leggere, lei ha preso delle poesie di Catullo!!!
Poi un acquisto modaiolo: un top color avorio lei, un paio di stivali in pelle per me, in un bel color cuoio caldo. Un trancio di pizza buonissima al volo, come 2 ragazzine!
E poi la visita al Palazzo Reale, che doveva in parte giustificare il suo abbandono dall'attività di vivandiera per marito e figlio, anche se solo per un giorno. Ma essendo donna molto organizzata e precisa, ieri pomeriggio aveva cucinato e stamane lasciato le indicazioni su un post- it di dimensioni A 4.
E dopo il Duomo, e la Chiesa di San Lorenzo. E un caffè in Piazza San Carlo, in uno di quei bar storici, che hanno una anima. E sempre confrontandoci, vuoi su frivolezze, vuoi su argomenti seri.
Bella bella. Proprio una bella giornata E non importa se l'umidità mi aveva reso i capelli come Maga Magò. Io stavo bene, stavo bene dentro.
Ed eccomi qua. Tornata ieri da qualche giorno di vacanza con mia figlia, e oggi già presa dalle lavatrici, i fiori da innaffiare, il consuntivo delle spese condominiali, ecc ecc..
E l'anno va avanti, volge all'ultimo trimestre e mi è quasi sfuggito di mano. Cioè ho avuto tanti piccoli momenti felici, momenti di grande sconforto, ma sulla lunghezza...cosa ho fatto quest'anno?
E il tempo passa sempre più veloce, e i ritagli di riviste con ricette sfiziose riempiono cartelline e magari tra sei mesi il mio nido sarà abitato solamente da me...e per chi cucinerò? Perchè non ho fatto a mia figlia quei piattini speciali?
Sempre presa da altro, sempre ad aspettare un domani..
Oggi ho veramente un pessimismo cosmico, una tristezza infinita...E' domenica e siamo verso l'ora del tramonto: per me una miscela letale.
Verrà un tempo in cui gioirò di nuovo? In cui mi sentirò meglio? Io aspetto.
E siamo arrivati a settembre, per molti la fine dell'estate, per me quasi una fine d'anno. Verso metà mese, quando al mattino ci sarà quella leggera nebbiolina e un freschetto si insinuerà attraverso il golfino troppo sottile, per me sarà inizio d'anno.
Sarà un retaggio scolastico, non so, ma per me settembre e ottobre sono il cominciare di qualcosa di nuovo.
Mi pare di sentire il profumo dei testi scolastici intonsi, dei pastelli a cera, delle matite... Maglioncini nuovi, una sciarpa da tricottare, una nuova crema per il viso da provare.
Ora ho ancora qualche giorno di vacanza che mi voglio godere con mia figlia, e poi, verso metà mese, sarà il mio Capodanno.
L'autunno è la mia stagione preferita, ma è ancora presto per parlarne. Per ora mi godo questo stralcio d'estate e non ne voglio sprecare neppure un attimo.
Dopo questa settimana di ferie, ci sarà il lungo inverno, con lavoro e lavoro.
Pensavo che magari avrei avuto chi mi scaldasse il cuore, ma ho preso un abbaglio e non mi rimangono che copertine di pile e boule dell'acqua calda...
Amen. Oggi sono andata a vedere un mercatino. Non era antiquariato, era solo robaccia: sorpresine di merendine per bambini, oggetti veramente penosi. Allora sono passata in un centro "Fai da te" che ha un grande reparto di mobili, complementi e oggettistica stile shabby-chic. Pare di essere in una casa in Provenza. Volevo tenermi su il morale. Poi in auto ho messo un CD su cui potevo cantare e vai!!!
A casa abbiamo fatto una pizza con pomodoro, mozzarella, origano e salamino piccantissimo. Buona!! Insomma, visto che la vita è quella che è, meglio cercare di addolcirla un pochino con cose piacevoli. Io ci provo.